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Dichiarazione di interesse culturale

La dichiarazione di interesse culturale è il provvedimento formale che riconosce la sussistenza dell’interesse architettonico, artistico storico o etnoantropologico dei beni (Codice dei beni culturali e del Paesaggio , art.13).
Il decreto viene emesso dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna mentre la fase istruttoria è di competenza della Soprintendenza.
La Soprintendenza cura l’aggiornamento dell’elenco dei beni per cui è intervenuta la dichiarazione di interesse culturale e rilascia ai richiedenti le relative certificazioni.

 

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Elenco beni immobili dichiarati di interesse culturale

 

PROCEDURA PER I BENI DI PROPRIETA’ PRIVATA

  1. La Soprintendenza avvia il procedimento per il riconoscimento dell’interesse culturale -anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato o su richiesta del proprietario- dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore del bene tramite raccomandata A/R e, nel caso di complessi immobiliari, al sindaco del comune nel quale è ubicato l’immobile (Codice , art.14, comma 3).
  2. Il soggetto interessato può, entro un termine fissato dalla Soprintendenza, ma comunque non inferiore ai 30 giorni, presentare le proprie osservazioni.
  3. Trascorsi i termini del procedimento previsti dalla legge n. 241/1990 e successive modifiche e integrazioni, la Soprintendenza inoltra la proposta di riconoscimento di interesse culturale alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna, ufficio a cui compete l’emissione e la notifica della dichiarazione di interesse culturale, che verrà poi trascritta, a cura della Soprintendenza, presso la competente Agenzia del Territorio, Servizio di pubblicità immobiliare.

 

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Richiesta accertamento di interesse culturale (formato PDF)

Richiesta certificazione interesse culturale (formato PDF)

 

PROCEDURA PER I BENI APPARTENENTI AD ENTI PUBBLICI E A PERSONE GIURIDICHE PRIVATE SENZA SCOPO DI LUCRO

I beni di proprietà pubblica e di persone giuridiche private senza scopo di lucro realizzati da almeno 50 anni e che presentino interesse storico-artistico restano sottoposti alle disposizioni di tutela anche in assenza di formale dichiarazione di interesse, almeno sino al momento della verifica dell’interesse culturale (Codice , art.12).
Dunque, sino all’effettuazione della verifica qualsiasi intervento sui beni deve essere autorizzato dalla Soprintendenza (Codice , art.21, comma 4), i beni stessi sono inalienabili (Codice , art.54 e seguenti) e non può essere attivata la procedura per l’eventuale erogazione di contributi da parte del Ministero.
La Soprintendenza provvede a fornire il proprio motivato parere circa la sussistenza o meno dei requisiti di interesse culturale degli immobili di proprietà pubblica alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna , ufficio che conduce il procedimento di verifica che si conclude con la dichiarazione d’interesse, oppure con l’attestazione della mancanza di interesse.

 

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Richiesta certificazione interesse culturale (formato PDF)

 

OBBLIGHI DEI POSSESSORI DEI BENI SOTTOPOSTI A TUTELA

I possessori dei beni sottoposti a tutela hanno l’obbligo di comunicare alla Soprintendenza il trasferimento di proprietà dei beni, di provvedere alla loro conservazione, e di richiedere l’autorizzazione per l’esecuzione di qualunque intervento da effettuare.

In relazione ai beni architettonici deve essere autorizzata anche la modifica di destinazione d’uso e la collocazione di cartelli pubblicitari e insegne. E’ inoltre obbligatorio, nei casi in cui viene individuata un’area cosiddetta di rispetto del bene, attenersi alle prescrizioni di tutela indiretta che dettano distanze, misure, ed altre norme a salvaguardia della prospettiva e del decoro del bene stesso.

Quanto ai beni mobili, è vietato lo smembramento delle collezioni, e deve essere richiesta l’autorizzazione per gli spostamenti, anche temporanei, dei beni dalla loro sede, per l’esposizione in mostre e per l’uscita temporanea dei beni dal territorio nazionale per manifestazioni di alto interesse culturale (vedi sezione prestito temporaneo di beni culturali per mostre). Salvo particolari eccezioni, è vietata l’uscita definitiva dei beni tutelati dal territorio nazionale (vedi sezione circolazione dei beni ). (Codice , artt. 21- 24, 27, 30-31, 48-49, 59, 65-66)

 

Referenti
I funzionari della Soprintendenza, organizzati sulla base di ambiti territoriali di riferimento (referenti di zona).

 

TRASFERIMENTI DI PROPRIETA’
Tutti i trasferimenti di proprietà e di detenzione dei beni culturali devono essere comunicati alla Soprintendenza entro il termine perentorio di 30 giorni dall’atto di trasferimento (Codice , art.59). La comunicazione è obbligatoria anche in caso di successione, di acquisto nel corso di procedure di vendita forzata o di vendita fallimentare e in caso di donazione gratuita.

La denuncia deve essere fatta

  • dal venditore, in caso di compravendita
  • dal donante, in caso di donazione
  • da chi cede il bene, in caso di passaggio della detenzione
  • dall’acquirente, in caso di vendita forzata o fallimentare
  • dall’erede, in caso di successione.

 

L’acquirente può ottenere la riduzione dell’imposta di registro sull’atto di trasferimento della proprietà (legge 512/1982, art.5) richiedendo alla Soprintendenza un’apposita certificazione.
Nel caso di compravendita, il Ministero, la Regione, il Comune o la Provincia del luogo in cui il bene si trova possono acquistare i beni allo stesso prezzo stabilito nell’atto di compravendita esercitando il diritto di prelazione entro 60 giorni dalla data di ricevimento della denuncia da parte della Soprintendenza. (Codice , art.60-62). Il procedimento è di competenza della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna, alla quale la Soprintendenza invia il proprio motivato parere circa l’opportunità dell’acquisizione dei beni.

 

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Denuncia di trasferimento di beni culturali (formato PDF)

Richiesta di certificazione per riduzione aliquota fiscale atto di alienazione (formato PDF )

 

Referente

 

CONTRIBUTI PER IL RESTAURO

Il Ministero concede contributi in conto capitale o in conto interessi per il restauro, su iniziativa del proprietario, di beni culturali per cui sia stata emessa la dichiarazione di interesse (Codice , artt. 31, 35-37), compatibilmente con la disponibilità finanziaria complessiva. La richiesta di ammissibilità ai contributi deve essere presentata alla Soprintendenza prima dell’avvio dei lavori.
In sede di autorizzazione degli interventi di restauro la Soprintendenza, dietro richiesta specifica, può attestare la necessità dell’intervento per la conservazione dei beni immobili ai fini dell’applicabilità delle agevolazioni fiscali.

Il contributo in conto capitale viene erogato, nella misura media del 30% e sino al massimo del 50% della spesa ammessa a contributo, a lavori ultimati per lotti omogenei, previo collaudo positivo da parte della Soprintendenza. Il contributo in conto interessi viene erogato sui mutui accordati dagli istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori degli immobili nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso di sei punti percentuali sul capitale concesso a mutuo. I due differenti contributi sono cumulabili.

L’erogazione dei contributi è condizionata alla preventiva stipula di un’apposita convenzione tra il Ministero e i proprietari in cui si concordano le modalità per l’accessibilità al pubblico dei beni culturali (Codice , art.38; Decreto legislativo n.156/2006 , art.2, comma 4, lettera p).)

 

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Richiesta ammissibilità ai contributi (formato PDF)

Documentazione standard per attivazione contributi in conto capitale sulle spese per interventi di restauro e manutenzione (formato PDF)

Documentazione standard per attivazione contributi in conto capitale sulle spese per interventi di restauro e manutenzione eseguiti (formato PDF)

Documentazione standard per attivazione contributi in conto interessi sulle spese per interventi di restauro e manutenzione (formato PDF)

 

Referenti
Gli architetti e gli storici dell’arte della Soprintendenza, organizzati sulla base di ambiti territoriali di riferimento (referenti di zona).

 

AGEVOLAZIONI FISCALI

I possessori di beni per cui sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale possono usufruire di agevolazioni fiscali e detrazioni d’imposta ai sensi della legge n.75/1993 e della legge n.512/1982 (artt. 3 e 5).
La Soprintendenza può concedere, su richiesta, le necessarie certificazioni.

Per quanto riguarda invece le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese che investono nel settore dei beni culturali, è necessario che le imprese comunichino direttamente al Ministero l’ammontare delle erogazioni liberali elargite e le generalità complete, comprensive dei dati fiscali.

 

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Richiesta certificazione per sgravio ICI (formato PDF)

Richiesta certificazione per sgravio fiscale degli oneri di conservazione (formato PDF)

Richiesta certificazione per riduzione aliquota fiscale atto di alienazione (formato PDF)

 

Referenti
Gli architetti e gli storici dell’arte della Soprintendenza, organizzati sulla base di ambiti territoriali di riferimento (referenti di zona).