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Beni architettonici

Sono oggetto di tutela i seguenti beni immobili nel caso presentino interesse storico e artistico (Codice dei beni culturali e del paesaggio , artt. 10-11)

  • gli edifici, compresi gli apparati decorativi inamovibili
  • le ville, i parchi, i giardini
  • le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani

e inoltre

  • altri beni immobili individuati quali testimonianze aventi valore di civiltà, oppure d’interesse per il loro riferimento alla storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere
  • i siti minerari di interesse storico o etnoantropologico
  • le architetture rurali aventi interesse storico o etnoantropologico per il valore di testimonianze dell’economia rurale tradizionale

Per effettuare lavori di qualunque genere su tali beni, compresa la loro demolizione, è dunque necessario ottenere l’autorizzazione preventiva della Soprintendenza.

L’autorizzazione è sempre necessaria per tutti i beni immobili appartenenti allo Stato, alla Regione, ad enti ed istituti pubblici, ad enti ecclesiastici, fondazioni, ONLUS, che abbiano più di 50 anni, siano opera di autore non vivente e sui quali la verifica di interesse non abbia dato esito negativo.
E inoltre necessaria per i beni immobili di proprietà privata per cui sia stato emesso il decreto di dichiarazione di interesse culturale.

Il soprintendente può ordinare la sospensione di interventi relativi ad immobili se essi risultino privi di autorizzazione, difformi dall’autorizzazione concessa o possano pregiudicare l’integrità del bene. Nel caso di beni per i quali non siano intervenute la verifica o la dichiarazione di interesse culturale, l’ordine di sospensione decade automaticamente se entro 30 giorni non viene notificato l’avvio del procedimento per la verifica dell’interesse culturale o per la dichiarazione d’interesse (Codice , art.28).
L’esecuzione di interventi non autorizzati sui beni tutelati comporta l’applicazione di sanzioni e i Ministero può imporre al proprietario il ripristino dei beni (Codice , art.169).


Procedura

  1. Il proprietario o l’ente che gestisce il finanziamento , inoltra apposita richiesta alla Soprintendenza, presentando in duplice copia un adeguato progetto a firma di un architetto.
  2. La Soprintendenza -che può eventualmente chiedere ulteriore documentazione e procedere ad accertamenti e sopralluoghi- completa l’istruttoria entro 120 giorni rilasciando un’autorizzazione all’esecuzione dei lavori, oppure esprimendo un diniego, accompagnato da motivazione e indicazioni per l’eventuale rielaborazione dell’istanza. L’autorizzazione, che è accompagnata dalla restituzione di una copia vistata degli elaborati progettuali, può essere corredata da prescrizioni circa le modalità di esecuzione dell’intervento e i materiali da utilizzare.
  3. Il richiedente comunica alla Soprintendenza la data di inizio dei lavori ed i nominativi dell’impresa esecutrice e del direttore dei lavori -che deve essere un architetto (Regio Decreto n. 2537/1925, art.25, comma 2 )- in modo che la Soprintendenza possa effettuare controlli in corso d’opera, approvare le eventuali campionature e verificare la regolare esecuzione dei lavori.

Il Ministero può concedere contributi per il restauro e altri interventi di conservazione dei beni per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse (Codice , artt. 31, 35-38) se essi sono attuati su iniziativa del proprietario.


Documentazione scaricabile

Autorizzazione per l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali


Referenti

Gli architetti della Soprintendenza, organizzati sulla base di ambiti territoriali di riferimento (referenti di zona).